Menu

Giochi prima infanzia: cos’è l’archetto in una palestrina?

La palestrina è uno dei migliori prima infanzia per neonati, formata da una serie di parti come il tappetino, i pupazzetti e l’archetto. Ma cos’è quest’ultimo? L’archetto è una componente essenziale in qualsiasi palestrina, in pratica è il pilastro portante che supporta tutte le altre parti e può essere singolo o in coppia intersecabile. La prima cosa da verificare quando si acquista una palestrina è controllare che l’archetto sia removibile e smontabile dal corpo del gioco, in particolare dalla base rappresentata dal tappetino, in modo da poter essere pulito a parte e successivamente rimontato. Può sembrare banale ma trattandosi di neonati la pulizia della palestrina sarà un’operazione da ripetere con molta frequenza.

Potendo rimuovere l’archetto la palestrina sarà più libera di essere lavata e pulita, inoltre anche senza la palestrina ha un suo perché soprattutto nelle fasi più evolute della crescita del bambino, soprattutto quando sarà in grado di stare seduto da solo sul tappetino. In commercio si possono trovare delle palestrine più ‘intelligenti’ che montano giochini concepiti per i vari step nello sviluppo del neonato, si tratta di giochini riciclabili anche quando il bimbo è più grandicello, sempre validi a prescindere dall’età, in modo da poterli usare più a lungo senza doverli di volta in volta sostituire. Fra le varie palestrine, di cui si può vedere un ventaglio di top di gamma su www.miglioriprodottiperbambini.it, si trovano in commercio quelle musicali, accessoriate di suoni e canzoncine tanto care ai neonati.

Nel dubbio se sceglierle o meno, è bene sapere che anche i neonati sono molto attratti dai suoni musicali, addirittura c’è chi ipotizza che sentano la musica già nella pancia della mamma, per cui una palestrina sonora non potrà essere che ben accetta. Idem per le luci, fisse o intermittenti che catalizzano l’attenzione visiva dei neonati stimolando la cernita di elementi luminosi. In alcune palestrine i motivi musicali si avviano in automatico, mentre in altri modelli è il bambino stesso ad attivarle con l’aiuto dei genitori in modo semplice e intuitivo, come tirando semplicemente una cordicella o premendo sulla pancia di un simpatico animaletto di peluche, uno dei primi esperimenti causa/effetto.